L'educazione è far sentire gli altri a proprio agio,
e, gli altri, sono quelli che ci stanno a cuore.
Tutto il resto è ciò che ci scappa di mano
e fa quello che vuole.
Non vale la pena preoccuparsene più di tanto.
Ciò che è giusto e sbagliato è chiaramente scolpito
nel profondo di ogni coscienza.
Chiunque fingesse di non essere d'accordo
sarebbe solo un vile bugiardo.
Fortuna, che una lacrima può sempre sistemare tutto,
e, quindi, niente è mai compromesso.
L'educazione è tutto,
può essere educato anche un rutto,
la consapevole malizia
non è mai niente più
che bassura.
Tu, sei la donna angelicata,
forse vai demonizzata
e rischio, osservo l'uragano
che mi corre addosso
ma resto qui, consapevole, ad aspettare,
devo Poterti testeggiare.
Potresti divellere le radici della mia anima
cosi, come, solo, rafforzarle.
Potrei anche dissolverti con lo sguardo,
e presto non ne avrò alcun dubbio,
se mai l'avessi avuto.
E mi guardi triste,
come sono io,
eppure brilli,
e brillo anch'io
Brilla la lacrima che solca il viso
e segna un tratto
del mio sorriso.
Spero che
tu possa vedere il cielo all'alba
E tutto si fa dubbio
nulla più è: solo incertezza!
Non posso evitare un po' d'amarezza
Ma le cose accadono, a modo loro
Io scrivo e la musica si fa d'oro
Non riesco a trattenere le emozioni,
Certezze antiche sono illazioni
La rima mi prende, che devo fare
La lascio fluire mi fa pensare
Sono teso ,
come una cima
sotto i quaranta ruggenti
eppure la reggo
la tengo tra i denti
contemplo felice il potere del mare.
Sorridi o vattene,
che mi fai scuffiare
Sto bevendo l'acqua
dove hai lasciato
le rose che ti ho colto
ed ho messo un tuo capello
sotto un piombo da pesca
Attenta
Potrebbe capitarti di tutto
E se un giorno
capiterà ch'io t'incontri
Spero di non confonderti
nella stupida folla
che tutto offusca
nel suo grigiore.
Mia dolce cariochina
ti penso di notte e di mattina
perchè tu sei la dolce fiaba
della principessina di Saba.
Rubini rossi raso e perle
disse una bocca di rugiada
ma è poco più di una miseria
se tu mi guardi restando seria
Non è il caso che fa la tua vita
o che scrive del cosmo la legge,
ma la vita che scrive le cose
che per caso la gente poi legge.
Non già questo ti faccia pensare
di trascorrere invano il tuo tempo,
perchè finchè si muove il tuo petto
vive il cosmo ch'è certo perfetto.
E se fosse anche il cosmo fallace
che puoi fare tu povero uomo,
se non vivere come ti piace
e morire spirando al perdono.
Scrivo
che a parlare potrei confondermi
e bevo
che tanto nulla mi può ubriacare
più di ciò che sta accadendo.
Con chi non deve però mi offendo.
Deve esser certo un caso strano,
ma mi è preziosa la tua mano,
il tuo sorriso il tuo sguardo
sono geloso come un Sardo.
E non c'è scusa non c'è ragione
ti penso anche a colazione
Ho attraversato a nuoto
gli oceani dei miei dubbi
per venire a trovarti
Amore
ed erano popolati
dai più spaventosi dei miei incubi
che non hanno potuto impedirmi
di giungere comunque a destinazione
sai io sono un eroe
Mordi sempre l'Oro
per sincerarti della sua genuina malleabilità
ma non stupirti se ti cede
è solo nobile accondiscendenza
Pensi di uccidermi
Caino caro,
ma non capisci che
senza di me
tu non esisti.
Pensi di togliermi ciò che non hai,
ma non sai che tu ed io
siamo la stessa persona.
Come potrebbe il giorno morire alla notte
se poi la notte non morisse al giorno
Come potrei amarti Io
se Tu non mi odiassi
come potresti odiarmi Tu
se non ti amassi Io.
Ti voglio vivo quanto tu mi vuoi morto
per questo siamo entrambi immortali
Tutto ciò che accade davanti ai nostri occhi gode della nostra complicità
Ricordi, eravamo usciti insieme soli per la prima volta
e lei aveva addosso un maglione bianco in quella vecchia macchina
Era Giugno Sembrava il paradiso e non facevamo niente ci tenevamo stretti quasi
avessimo saputo che la cosa più terribile sarebbe stato perdersi Emozioni brividi parole dolci
Non toccai una sigaretta per giorni Io che ne ho sempre fumate due pacchetti
Stare poche ore senza di lei
senza di te era un tormento Non fare nulla insieme annoiarsi era bellissimo
Poi laborto la primavera dopo mi ferì tanto un po' mi uccise
Seppi che io per lei non ero più ciò che lei era stata per me Lei, che era stata te
Cominciai ad amarla sempre meno a vedere le sue espressioni d'insicurezza i suoi difetti, a notare le altre
donne Finì a Capodanno in montagna e fu un brutto risveglio
Lei era ormai solo l'involucro che ti aveva ospitato
ed io non seppi più dove tu fossi Fui solo vuoto derubato Per anni non ho fatto che inseguire le
sensazioni che ho provato con lei quelle che mi davi tu e ne passarono tanti prima che di nuovo tu facessi
brillare le pupille di una donna per le mie Eri di nuovo tu anche se la donna era un'altra
Muoveva le sue belle mani con morbidezza
e sorrideva con gli occhi e con tutta la faccia
Guardava soltanto me
Ero felice da perdere la testa Ma mi lasciò sinceramente e piansi per mesi non volevo più vivere
Te ne eri andato di nuovo Sapevo che avrei dovuto aspettare il tuo ritorno quando tu avessi voluto
Ma passarono di nuovo tanti anni E tante volte ho sbagliato nell'attesa Ho permesso a qualcuno di
fraintendere Ho frainteso Ho ferito chi mi ha amato sbagliando spesso speculando con la mente invece che
col cuore cercando comunque di non mentire Forse ho illuso qualcuno che non ti conosceva affatto
Io credo di conoscerti di non poter più confonderti ma non è vero
quella volta ti ho confuso
Quando mi invitò a cucinare Italiano dopo essere andati in viaggio in città
e mi teneva il braccio che avevo sul cambio
E ceri tu in quella macchina.
Poi la cena il divano quel bacio languido che non onorammo mai
perché stavo con la sua amica e scappai
Che stupido
Ieri ti pensavo forte e mi ha chiamato lei
che mi accarezzava il braccio sul cambio chiedendomi se la pensavo
ché mi aveva pensato lei
E mi sono sposato e tu non c'eri e lo sapevo
Pensavo che tu fossi una passione giovanile
che non ti si potesse sposare che fossi destinato a finire e
comunque a non rendere le cose facili
E non ti attesi mi sposai
con una donna che credevo di conoscere bene
e che mi conosceva o credeva di conoscermi
Ma tu non c'eri e venne il suo odio Il matrimonio finì per fortuna
Ed ho capito mi sono rimesso a cercarti
Ho creduto a volte di intravederti di nuovo ma non eri tu
solo donne che ti somigliavano fino a ieri
Ieri mi sei piombato addosso unaltra volta, come hai voluto
come ti è solito fare
Hai preso le sembianze della donna più bella che potessi immaginare
Perché tu mi conosci e sai cosa mi piace
Me lhai mandata incontro così prepotentemente
che in ogni cosa cera compiacenza e non condividerla sarebbe stato peccato
E mi hai tirato un colpo di fulmine senza precedenti
Ed io mi sono lasciato esagerare e ho perso la calma come da copione
offrendo un vantaggio a lei
che ora non mi vuole più vedere
Perché non vuole volere ciò che in realtà vuole Sono uno sbandato è vero
E scappa
sotto i tuoni lasciandomi ad aspettare
trepidante ma cosciente
che tanto decidi tu
che fai quello che vuoi che puoi star via decenni o vite
lasciandomi spento in attesa del tuo ritorno
Ma so anche che lei ha un cuore una testa e tutto il resto
quindi ti prego
non fermarti adesso
non rompere la tua magia
Non riesco più ad aspettarti voglio la tua compagnia
Possibile che tu sia così difficile quando l'armonia che
permetti se vuoi è così perfetta
Non so se tu sia poi giusto o sbagliato
nemmeno se tu esista purtroppo Forse sei solo un'illusione
che può talvolta illudere due anime delle stesse cose
O peggio unanima sola di ciò che vuole
Di certo sei potente con me
Ogni volta che ti intravedo corro verso di te
anche se capisco che il tuo disegno trascende il mio
e che farei meglio a lasciarti andare dove vuoi
Ma ti prego sii potente anche con lei una volta ancora solamente
Non lasciarla tornare sui suoi passi
Tu che puoi dettare alla mia ragione ti prego fallo anche con la sua
Tanto le cose vanno a posto lo stesso
forse ciò che sembra sbagliato è giusto
e siamo noi che non capiamo nulla.
Sola nei tuoi pensieri
mi accarezzi con la coscienza
mentre un brivido inatteso
corre sotto la mia pelle
Ti penso a volte
quando tutto manca.
Il lampo dei tuoi occhi
la tua pelle bianca;
l'ombra del portamento
il ritmo del tuo passo,
la gente che cammina
e tiene l'occhio basso
Avrei scagliato mille libbre di destriero
al solo cenno di un tuo sguardo fiero.
Ma non ci sei,
tu non sei li davanti...
Per te non moriranno pazzi i fanti
Un'illusione in meno è un invalicable limite all'immaginazione.
Troppo spesso dimentichiamo di saperne abbastanza da non dover credere a nulla.
Ricordo quelle serate dAgosto, suonando in solitudine tra la gente che si fermava a sentire, e quella graziosa
ragazza, già femminile e attraente, che arrivava da sola, per prima, e rimaneva fino allultimo per andarsene da
sola, inspiegabilmente seria e matura per i suoi quindici anni, o giù di lì.
Era forse lunica ad ascoltare sognante, le mie note strimpellate e la mia voce mediocre.
Dovevo piacergli davvero, ma vedevo in lei solo una bambina,
innocente, pulita, una sorella minore dalle cui forme si fuggono i pensieri che inevitabilmente sfiorano, di quando
in quando, la debole umana coscienza.
Ma la incontravo, comunque, sempre da sola e seria, eppure così bella, così prematuramente donna. Saltava fuori nelle occasioni più strane,
quando, ad esempio andavo a cercare un po di solitudine.
O quando, annoiato e ammirato, guardavo gli altri divertirsi facendo cose futili, come ballare svogliati,
olo perché lo fanno gli altri.
Era una strana ragazzina, quella. Ogni anno che passava, tornando allo stesso mare, la vedevo invecchiare restando la stessa bambina.
E ancora, nelle occasioni più strane, continuava ad incrociare la mia strada, senza premeditazione,
nella più schietta casualità.
Poi per anni non la vidi più, viaggiai parecchio, ma, puntuale, ricominciai a vederla appena tornato a casa.
Per qualche remota ragione continuò a figurare nei miei paesaggi, a condividere i miei interessi, ad avere un ruolo nella mia vita.
Fui colpito, quando la rividi, dal vano tentativo del tempo di fare invecchiare quella bambina, che, pur dimostrando i
suoi anni, era rimasta integra nella sua prematura essenza.
Così come, gli eventi accaduti, non avevano affatto mutato la sua peculiare capacità di comparire nelle stesse strane occasioni.
Così una sera la incontrai, a tarda notte, in una delle più belle e tristi piazze del mondo, sola come me ad aspettare il destino.
Ci conoscevamo da sempre ed eravamo due estranei allo stesso tempo e forse per la prima volta ci parlammo davvero,
passando insieme una bella serata.
Ma non ebbe seguito. Come al solito, vidi in lei quellinnocenza che le avevo sempre associato, e, nonostante ogni cosa ci conducesse lun laltro,
la serata si concluse in una sforzata dimostrazione di galanteria, che forse un po la offese pure.
Ma ero impegnato sentimentalmente, e lo rimasi fino a che non la incontrai di nuovo.
Lincantesimo si ruppe, proprio di fronte ai suoi occhi.
Per mesi non capii più nulla, nemmeno i miei stessi pensieri.
Avrei dovuto capire subito che erano occhi di donna quelli di quella strana bambina.
A volte mi aspetto che gli altri che capiscano le mie intenzioni
come se tutti volassero da soli.
Poi mi guardo indietro e vedo quanti ne ho persi alla prima virata,
rifletto se, forse, non valga la pena di fermarmi a riprenderli
e capisco che, tanto, li perderei al prossimo bordo.
Mi duole capire che non possono seguire
ma devo continuare a portarmi avanti
che tanto ci andrei, volente o nolente.
Scopro la distanza tra me e la gente
e incontro comunque qualcuno che vola,
da solo, nel vento, con la sua scuola.
A volte vorrei seguire qualcuno
ma davanti non c'è nessuno
e non ho fretta, solo istinto,
bisogno di non fermarmi vinto.
Ma sempre qualcuno mi vola al fianco
tirando un branco di oche, stanco,
senza sapere che viene dopo,
senza temere il proprio scopo,
e rido, mentre ridiamo tutti,
un branco, stupido, di dischi rotti,
ma fieri, ritti, con gli occhi tesi,
cercando pari da incontrare
col cielo sopra e sotto il mare,
e una coscienza di avi fieri
che esitono oggi, come ieri.
Voglio accarezzarti i capelli,
intravederti sorridere ad occhi chiusi.
Voglio accarezzare i tuoi fianchi
e baciare le lunghe dita delle tue mani
voglio che sia domani
Sapessi quanto ti amo.
Le onde sulla battigia non potrebbero smuovermi.
Riccardo cuor di leone non potrebbe fissarmi.
La folla di Piazza del Duomo dovrebbe aggirarmi.
Soltanto il tuo sorriso saprebbe calmarmi.
E vedo, nel buio degli occhi chiusi, la tua gentilezza.
La gioia sicura della tua calma.
Vorrei che tu sapessi cosa sei per me, senza pensieri o dubbi; che non confondessi il mio bisogno di te per
insicurezza, che apprezzassi le mie attenzioni per quello che sono. Non misurando i fatti coi pensieri, le azioni
con le intenzioni, la realtà vera con il buon senso; riconoscendo un bisogno dall'insistenza, le buone intenzioni
dagli stratagemmi. E che vedessi ciò che hai davanti: qualcuno che ti vuole e ti segue, avendoti da dare solo la
sua anima. Vorrei che ti sentissi utile, quando non fai niente con me, per il semplice fatto che mi fai battere il
cuore. Che capissi quanto è frivolo il fare, quando non batte il cuore a nessuno e capissi la semplicità delle cose
che contano, che non fanno e non hanno, ma sono; mentre tante altre cose si fanno, e nessuno ne vive
davvero.
E' un giuoco delle seggiole
che non si ferma mai
e quando resti in piedi
le regole le sai
E' per me
la delusione dello specchio del mattino
la veste dimessa del giorno prima
il passo pigro della cucina
Per me la scarpa bassa
l'occhio stanco
l'accettazione di un altro giorno manco
l'erba le oche
i panni da lavare
le cose che si devono fare
e poi arriva la telefonata
abbiamo finalmente una serata
e vai di tacco
gonna
seno aperto
capello fatto ed occhio ben aperto
si va la gente vede cio' che trova
qualcuno pensa già alla propria alcova
ed io ti vedo per la prima volta
felice allerta nubile sconvolta
godere degli sguardi che ci sono
di tutti quelli che ne fanno dono
e balli spensierata nella folla
chi viene è benvenuto
e tutto crolla
la consapevolezza la poesia
qualunque cosa pensi che ci sia
ritorni ad essere solo te stesso
un accompagnatore sommesso
ma poi torna il mattino
la realtà
le scarpe basse
la mediocrità
Ti scrivo una poesia
perchè mi hai trattato male
è la mia punizione, scusa.
Visto che sei incapace di scusarti
quando sbagli
che non riconosci le asole dai tagli.
Forse per questo mi piaci
o forse mi piaci e basta come
il purè di patate.
Forse le cose
non vanno spiegate
Forse le persone non andrebbero amate
forse è una parola vigliacca
e io non la intendo,
non ho tempo.
E' gia difficile orientarsi nel certo
forse allarga troppo gli orizzonti
è una parola da sciocchi
ma tanto forse non mi capisci.
A tutti gli esseri discernenti, auguro di riuscire a non dubitare, di quanto tutto sia un naturale ed immortale divenire.
Che la morte del bruco non esiste, essendo questa solo la nascita della farfalla.
Che il sole non muore, solo perché sparisce una notte.
Lo auguro specialmente a te, Piero.
Per non aver mai temuto le conseguenze delle tue genuine e convinte prese di posizione.
Per essere riuscito ad ignorare gli sciamani.
Per aver potuto offrire ai bisognosi, la visione di Soffici, fottendotene del fottutissimo profitto dimmerda!
Grazie, di avermi guardato quando te lo ho chiesto.
Grazie di non aver mai voluto vedere le comode allucinazioni di chi crede di poter spacciar la merda con la cioccolata.
Grazie di aver potuto permettere a tuo figlio di essere un uomo precocemente Ammodo.
Ti esorto a riuscire a piangere di felicità, vedendo che le tue radici non scompaiono, ma affondano ancora più saldamente nel difficilissimo terreno
della città del foco.
Essendo destino e privilegio delle querci perenni, sopportare qualsiasi clima e vedere cadere le ghiande, cibo per i maiali, arista per principi,
illuminati d'immenso.